Racconto
giovedì, 29th aprile, 2010
da “blusubianco”
Il mio primo racconto… andate a visionare e votatemi… grazie
Poesie e pensieri del poeta Valerio
giovedì, 29th aprile, 2010
da “blusubianco”
Il mio primo racconto… andate a visionare e votatemi… grazie
lunedì, 26th aprile, 2010
Incarna a Primavera,
sparaso beo bianco
cavà da Mare Tera,
fruto de suori
e de tanta passion.
‘na crepaura nea sparasara
e soto se cata el bianco turion,
l’omo e la femena, de scavesson
a cavar col fero un dopo che altro,
in ‘tun slargo de canpo
varie vanese ben postae
tute drite, alineae.
Ogni far dea sera vari còeori se presta,
seste meze piene
e vien svodae rento ‘na bote
inpienà de aqua a lavar
a tera che resta tacà.
Suìto, de misura, pareciai in masso
con ponte e cui ben sistemae
a far bea mostra pa’l foresto
che in tecia voe cusinarli.
Sparasi e ovi a so’ morte
negai in’te l’ojo con pevare e sae,
boni anca in tea gràea,
e non sòeo quea,
ma su: risoti, sughi, graspe e…
Fa capire che è Primavera, / asparago bello e bianco / levato dalla Terra, / frutto di sudori / e di tanta passione. / Una crepa nel terreno della coltivazione / fa capire che sotto si trova il bianco turione, / l’uomo e la donna, proni / a levare con il ferro gli asparagi uno dopo l’altro, / la postazione nel campo / dove si trovano vari filari bene lavorati / dritti e allineati. / Ogni sera vari colori si intravedono, / ceste mezze piene / vengono svuotate dentro una botte / ripiena d’acqua a lavare / della terra che è rimasta attaccata. / Subito, di misura, messi in mazzo / con punte e culi bene sistemati / per essere visti dall’acquirente / che in pentola vuole presto cucinare. / Asparagi e uova sono la loro morte / annegati in olio con pepe e sale, / buoni anche ai ferri, / e non solo quella, / ma anche su: risotti, sughi, grappe e…
venerdì, 9th aprile, 2010
El soe sa quando el vien fora
anca a luna se vede quando spunta a còa,
a Primavera sbòcia… tuto fiorisse,
l’Està riva quando fa caldo e a natura slusega,
l’Autun vien quando el creà canbia còeor
e casca xo e foje,
l’Inverno vien portà dal fredo.
Tuto xe xa preordinà
tuto senbra ritmà
anca e ore dansa a tenpo,
l’alta e bassa marea xe ogni dì,
e bestie, anca njaltri,
nassemo, vivemo pò morimo
pì che un ciclo someja un tondo
che gira all’infinio,
ma chi xe che me fa girar
e che me carga come un carion?
Il sole sa quando nasce / anche la luna si vede quando spunta, / la Primavera sboccia… tutto fiorisce, / l’Estate arriva quando è caldo e la natura brilla, / l’Autunno arriva quando il creato cambia colore / e cadono le foglie. / Tutto è già preordinato / tutto sembra ritmato / anche le ore danzano a tempo, / l’alta e bassa marea viene ogni giorno, / gli animali, compreso noi, / nasciamo, viviamo e poi moriamo / più che un ciclo assomiglia ad un cerchio / che gira all’infinito, / ma chi è che ci fa girare / e ci ricarica come un carillon?
giovedì, 8th aprile, 2010
Squriandoi fati artigianai
tra i rataji de giornai,
no quei in botega conprai,
anca qua, semo indrio tornai
par e pàeanche in s’carsea risparmiai.
Mas’care e mas’carete giustà
quée de l’ano passà,
vestì e costumi, dai grandi ai pìcoi lassà.
No’ tira aria da gran divertimento
de tuti se vede no tanto gradimento,
i resta sarai in casa con patimento
risparmiar e a scaldarse co’l sentimento.
Manco càri, manco giostre,
manco de manco jera mejo che gnente.
Quando manca a serenità
manca tuto anca a feicità.
Coriandoli fatti artigianalmente / tra pezzi di giornali, / non acquistati in negozio, / in questo modo, stiamo tornando indietro con gli anni / per risparmiare soldini per le ns. tasche. / Maschere e mascherine aggiustate / quelle dell’anno scorso, / vestito o costume, quello dei grandi passato ai più piccoli. / Non si vede aria di grande divertimento / si nota non tanto gradimento, / restano chiusi in casa con dispiacere / per risparmiare e scaldandosi solo con il sentimento. / Meno carri mascherati, meno giostre, / meno di meno era meglio che nulla. / Quando manca la serenità / manca tutto anche la felicità.
mercoledì, 7th aprile, 2010
E stajon xe come i omani
canbia còeor da verde età primavera,
passando all’està tuto vigor
el xaeo e rosso vivo che dòmina,
i mie còeori de maron – rosso matòn
xe l’autun che segna verso a veciaja,
dal grigio al nero de l’inverno
ormai anca par l’ano xe drio a vita ‘ndar.
Ghe voria a quinta stajon
a maturità,
par i fruti che Mare Natura da.
Le stagioni rispecchiano le persone / cambia colore da verde età primavera, / passa all’estate tutto vigore / il giallo e rosso vivo che domina, / i mille colori di marrone – rosso mattone / è l’autunno che segna l’avvicinarsi della terza età, / dal grigio al nero dell’inverno / ora per l’anno che finisce anche la vita va. / Ci vorrebbe la quinta stagione / la maturità, / per i frutti che Madre Natura ha dato.
lunedì, 5th aprile, 2010
Il ricordo del mio mare
lo porto nel cuore.
Grande distesa d’acqua
l’occhio scruta, non vedo la fine,
solo la linea dell’orizzonte.
Sale lieve il nuovo giorno
il sole fa capolino
i suoi raggi fendono le tenebre,
dopo poco,
un grosso globo infuocato si alza
riflettendosi nell’acqua.
Riporta il calore, la vita,
tutto intorno riprendono i colori
rimasti nell’oscurità per tutta la notte.
Ritorna la voglia del fare
ritorna la voglia d’amare.
domenica, 4th aprile, 2010
Chi sei?
Dove vivi?
Entità infinita
racchiusa in interminabili
righe scritte su libri antichi,
da racconto verbale
a scritto vergato,
quanto da tanti allungato
e di parole cambiato,
chi legge resta meravigliato
da quanto riportato.
Ma essendo veramente interessato
non comprendo appieno il risultato.
sabato, 3rd aprile, 2010
Ho visto…
ho visto il creato
quanto triste e affaticato.
Quanto è cambiato?
Molto popolato,
tanto disinteressato
di più meravigliato
di tutto questo risultato.
venerdì, 2nd aprile, 2010
Salta allegra la pioggia
canta e suona dove si poggia.
Toni alti e bassi
portati dal vento,
che fischia tra i camini
ulula tra i rami
si attenua tra le tegole.
Dolce sinfonia variata.
Ballano…
saltando piccole gocce di ghiaccio
allegramente mescolate con la pioggia,
altalena di toni cupi e pause brevi
sembra musica sapientemente scritta
da Madre Natura.