Che tristessa.
A neve, ’stanote vegnua
a ga springà a tera,
pòciarea longo a strada
pae poche machine che passa.
A xente xe rintanà rento casa
a star caldi vissini àea fornea
co’ un cicaroto de vin bruè
par scaldar el stomegheto,
assando in desmentega
i bruti pensieri e a mainconia.
Par fortuna e feste xe finie,
anca par st’ano,
ga da passar altri undese mesi
par ricatarle.
Grijo fora – nero rento,
che bei toni da simitero.

Che tristezza. / La neve, caduta questa notte / si è fatta solo vedere per terra, / un pantano lungo la strada / per le poche auto che passano. / La gente rimane a casa / a scaldarsi vicino al fuoco della stufa / con una brocca di vino caldo / per riscaldare lo stomaco, / e per dimenticare / i cattivi pensieri e allontanare la malinconia. / Per fortuna le feste sono finite, / anche per quest’anno, / devono passare altri undici mesi / per ritrovarle. / Grigio fuori – nero dentro, / che bei toni di colori da cimitero.

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