Che beo xe védare cajer xo a neve,
da rade faive a tormenta.
Dopo ore che a continua
se squarcia el céo
tuto se ilumina.
Un candido manteo sconde tuto,
el spessor, sora e foje,
fa senbrar a pianta, ‘na fontana.
Tuto vien liveà
anca e buse so a strada
e vien sconte.
Do spassaneve xe passà
a neve de lato vien trata
semenando muci qua e la,
de bon queo che vien trato xo nea vae
che dano no’ fa.
Rodegare de machine stanpae nea neve
che va de su e de xo,
bravi vederli passare,
col scuro, che ciapa l’ora,
lanpi de fanai se riflete nel bianco nissòeo .

Che bellezza è vedere cadere la neve, / da rade stelline a tormenta. / Dopo ore che continua / si apre il cielo / tutto si illumina. / Un candido mantello copre tutto, / lo spessore, sopra le foglie, / fa sembrare una pianta, una fontana. / Tutto viene livellato / anche le buche sulla strada / vengono nascoste. / Due spazzaneve sono passati / la neve di lato viene spostata / disseminando mucchi qui e li, / di buono solo quella neve che viene gettata nella valle / che danno non fa (alla circolazione). / Orme delle ruote si stampano nella neve fresca / che vanno per su o per giù, / bravi vederli passare, / con lo scurirsi della sera / lampi di fanali illuminati si riflettono nel bianco lenzuolo.

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