Archivio di novembre, 2009

Silenzio

venerdì, 6th novembre, 2009

Che beo ’sto siensio
sbregà sòeo dal s’ciocar dea ‘egna.
A stua inpissada scalda tuto,
i noni vardando engue de fogo
se imboressa pensando ai tinpi ‘ndai.
Sora do tece a scaldar de sena,
nel forno tacà, a tegner in calda,
patate mericane e i maruni
cuerti da un canevasso pena bagnà.
Tra i serci do – tri tochi de scorse
de “grana” a brustòearse
con i vari tochi, vansai da’ mezodì,
de poenta, bona par a sera
co’ late pena mòlto.

Interessante questo silenzio / rotto solo dallo scoppiettio della legna. / La stufa accesa scalda tutto, / i nonni guardando le lingue di fuoco / si emozionano pensando ai tempi passati. / Sopra due pentole a scaldare la cena, / nel forno a fianco, a rimanere calde, / le patate dolci e le castagne / coperte da uno strofinaccio appena umido. / Tra i cerchi (della stufa) due – tre pezzi di croste / di formaggio grana ad abbrustolire / con vari pezzi, avanzati dal mezzogiorno, / di polenta, buona per la sera / con il latte appena munto.

Sera

giovedì, 5th novembre, 2009

La luce fioca del sole
si dissolve,
sparisce dietro la montagna.
Noto la via illuminarsi
le finestre sembrano occhi
spalancati e splendenti.
Le case riprendono vita
i bimbi sono rientrati
da i giochi nei prati,
si accingono a studiare,
distrattamente a pensare,
molti a fantasticare…
La sera sopraggiunge repentina
dal lavoro arrivano a frotte,
le case si riempiono di persone,
tanto parlare, tanto vociare,
chiamati in tavola a mangiare,
per poi, con comodo, andare a riposare…
Altro giro, altra corsa, altra giornata,
altri momenti,…

Foglie d’Autunno

martedì, 3rd novembre, 2009

Foje s’ciafezae da vento e piova,
butae sora a Natura
un caldo leto par l’Inverno che riva,
da fòeae de bora, e foje,
parae longo i mureti a sèco
o rento i tròdoi scavai dae rode dei cari.
E piante se spoja
i albari ze nui
a Natura se pàrecia
par ‘ndar in letargo a riposar,
nea speransa de gioir
col ritornar prossimo dea Primavera.

Foglie d’Autunno: Foglie schiaffeggiate dal vento e pioggia, / gettate sopra la Natura / un caldo letto per l’Inverno che arriva, / da vento di bora, le foglie, / sbattute lungo i muretti a secco / o dentro i solchi scavati dalle ruote dei carri. / Le piante si spogliano / gli alberi sono nudi / la Natura si accinge / per andare in letargo a riposare, / nella speranza di gioire / nel ritorno prossimo della Primavera.