mercoledì, 11th febbraio, 2009
Seguo la strada ed il tortuoso tornante,
vado lassù ove versò il sangue l’alpin e il fante,
ad osservare mi fermo un’istante,
mi disseto e mi sazio dal Brigante.
Silenzio che regni tra prati e boschi
con canto d’uccelli in sinfonia
allieti l’umor di un’osteria.
Pellegrino che passi seguendo la via
ferma il tuo passo in questa osteria,
la gola tua arsa l’oste sa dissetare
da fame i crampi ti sa alleviare.
Così saziato puoi riprendere il cammino
sia che ti porti lontano o vicino.
Or te regina tanto lodata
da schiave fronde ben ombreggiata
da lassù sovrani monti e valli
tra muggiti e nitriti di cavalli.
Ti apprezzo e ti ammiro di vero cuore
assieme a Valerio il Ristoratore.
In questo luogo di silenzio e pace
mi immergo tra il verde ove tutto tace
spilla dalla mente, mia fantasia,
con sguardo ti osservo e diventi poesia.
Questa poesia è stata scritta dall’amico Luciano Andretta da Fontaniva venuto a mancare l’anno scorso. Una domenica mattina, ore 07,30 Autunno del 2000, è venuto a trovarmi (dopo avermi telefonato due sere prima alle ore 23,15 perché mi aveva sentito su Radio Sorriso), è rimasto qui a pranzo con noi finché a parere suo non si era ubriacato delle sensazioni che poi ha descritto nella poesia, che per concessione della famiglia, posso riportare.