Archivio di dicembre, 2007

Fine 2007 – Inizio 2008

lunedì, 31st dicembre, 2007

Se pensiamo bene
ciò non succede,
la buona fine non si dice
ma un buon inizio si augura,
per tutte le età
felicità,
per tutti i pensieri
che siano leggeri,
a tutte le persone
tanti soldi nel saccone.

Tanti auguri a tutti gli amici di penna.

Fagioli – fasoi

domenica, 30th dicembre, 2007

Nel brolo ben curà
l’omo ga za vangà,
drio la femena che neta i trodoi
cure le erbete e sistema le vaneze.
Tirà drito do spaghi
el fìar, pai fasoi, ze formà.
Chinà, su la schena, sapèta in man
e in che’altra el fasoéo de semensa.
‘na sapetada drio che’altra
a misura, la siora inbusa i fasoi,
e de numero giusto vien soterai.
Aéa sera, dopo la stracada,
mentre i ze drio a magnare,
‘na pioveta, bagna el brolo,
benedendo le fadighe fate.
Dopo che i fasoi fa oci, fora la tera,
altro laoro par rapegarli.
Setimana dopo setimana
da picoi i se slonga drio e rapeghe
vien fora i fiori,
e ave li inpòina
e teghe se scominsia a vedare,
po drio e teghe vien fora i fasoi
boni par essare magnai
in mie modi, e poi……

Nell’orto ben curato / l’uomo ha già vangato (la terra) / dietro la signora che pulisce i passaggi / diserba le erbe infestanti e sistema l’orto. / Allineati due spaghi (nel terreno) / il filare, per i fagioli, viene formato. / Chinati verso terra, zappetta in mano / nell’altra il fagiolo per seme. / Una zappettata dietro l’altra / a ugual misura, la signora imbuca i fagioli, / e di numero uguale vengono sotterrati. / Alla sera, dopo la stancata, / mentre stanno mangiando / una pioggia, bagna l’orto, / benedicendo le fatiche. / Quando spuntano fuori terra / c’è altro lavoro da fare per sistemare le paline. / Settimana dopo settimana / da piccoli si sviluppano intorno le paline / escono i fiori / le api impollinano / si incomincia a vedere i frutti che si ingrossano con racchiusi i fagioli / ottimi per essere mangiati / in mille modi, e poi…

Zucca – succa

sabato, 29th dicembre, 2007

Daéa semensa impiantà
‘na succa cressarà,
là torno el leamaro
o in cao aéa piantà.
Ghi nè de tanti tipi e gusti.
Suche bone cresse nel duro,
nel morbio soéo par darghe da magnare ai mas-ci.
‘na volta se parlava de suche anca a scoéa,
i maestri bateva par vedare se a succa jera voda.
Aéa festa dei morti
la succa se svodava
rento un lumin se impissava
nel balcon se afaciava,
quanta fifa se ciapava
par la zente che passava.
La succa nasse in primavera,
cresse d’està,
la more in autunno.
La succa sà de fiò soe stae,
sora la stua a scaldare
mentre a zente jera a sgrafojare.

Dal seme interrato nella terra / una zucca nascerà, / intorno al letamaio / o in cima al filare delle viti. / Di zucche ci sono tanti tipi e gusti. / Le zucche buone nascono nel terreno duro e buono, / nascono nel terreno abbondante d’acqua solo zucche buone per i maiali. / Una volta si parlava di zucche anche a scuola / i maestri bussavano nei capi dei scolari per vedere se l’avevano vuota. / A Novembre per la festa dei morti / le zucche si svuotavano / dentro un lumicino si accendeva / si affacciva al balcone di casa, / la paura prendeva, / la gente che di li passava. / La zucca nasce in primavera, / cresce d’estate, / e muore d’inverno. / La zucca è simbolo dei filò nelle stalle, / messe sopra la stufa a scaldare / mentre le persone erano intente a separare le pannocchie di mais.

Neve

giovedì, 27th dicembre, 2007

La neve, ricordi lontani nel tempo.
Leggera scendeva e tutto copriva,
sotto il bianco mantello
la natura s’addormentava.
I ragazzini tutti vispi
a palle di neve giocavano
e si rincorrevano,
chi intento a costruire il pupazzo
aveva l’orgoglio di mostrarlo.
Al calare della sera
di corsa presso la stufa
a riscaldare le mani,
e a bere latte caldo e miele
per scaldare il corpo infreddolito,
poi tutti a letto a sognare il domani.

Tragedia

mercoledì, 26th dicembre, 2007

Ogni giorno notizie sempre più sconcertanti:
- morti sulle strade
- morti per stufe o stufette, monossido di carbonio,
- morti bianche sul lavoro
- morti di barboni per il freddo
- morti per bisogno di soldi
- morti per vari motivi, di malasanità
- morti anche per lo sport – divertimento
- morti ammazzati o suicidi
- danni e a volte morti per petardi e simili
Guardando bene, non servono guerre per uccidere, ci pensiamo già noi a autoeliminarci.
Ogni persona dovrebbe fermarsi a pensare e riflettere.

Tecnologia

mercoledì, 26th dicembre, 2007

Tecnologia, una sola parola, mille sfaccettature.
In un solo momento vieni spazzato via.
Basta una leggera e semplice pressione di un tasto e…. voilà …. diventi un nulla…..

Perle di saggezza

martedì, 25th dicembre, 2007

Il latte del sapere è leggere molto.

La nostra cucina, non è una cucina normale, ma un laboratorio del gusto

Dove non c’è acqua i pesci non possono nuotare, le famiglie che sono senza soldi non fanno festa.

Se te voi trovar l’omo de casa, baseghe a femena. Ju riva sutiu.
Se tu vuoi trovare il capofamiglia, bacia sua moglie. Arriva subito.

Se te voi che l’omo staga vissin casa, mandeo via cò pochi schei.
Se vuoi che il capofamiglia stia vicino a casa, fallo uscire senza portafoglio.

Chi passa lascia, chi si ferma prende, chi non viene perde.

Se la fortuna è cieca, la sfortuna ci vede molto bene.

Due persone per conoscersi bene devono aver mangiato 50 kg. di sale insieme.

Natale – Nadae

lunedì, 24th dicembre, 2007

El simboéo de Nadae
bae – bae – bae,
la sul pin tacae.
Busie, cativerie, falsità,
tuto drio l’età.
Demoghe un tajo.
L’ano che vegnarà,
l’oro in boca portarà.
Tanta pace se catarà.
El còre rinovà
pì lieto sarà.

Il simbolo del Natale / palle – palle – palle, / la sul pino appese. / Bugie, cattiverie, falsità, / tutto per l’età. / Dai diamoci un taglio (è ora di cambiare). / L’anno che verrà, / l’oro in bocca porterà. / Tanta pace (nel Mondo) troveremo. / Il cuore rinnovato (pieno di gioia) / più felice sarà.

Auguri

lunedì, 24th dicembre, 2007

Auguroni,
verti i bràssoni.
Stampà sorisi
sui bei visi.
Contentessa, feisità,
ze do robe che conta za.
Sensa schei, in fameja,
o mancansa de saéute
no se vede tanti sorisi,
anca se ze Nadae.

Auguri, / aperte le braccia. / Sorrisi stampati / su visi raggianti. / Contentezza, felicità, / sono due cose che contano già. / Sensa soldi, in famiglia, / o mancanza di salute / non si vedono tanti sorrisi, / anche se è il giorno di Natale.

Salvadanaio – mùsina

domenica, 23rd dicembre, 2007

Ghe jera, ‘na volta,
a mùsina,
ogni domenega
de mancia, ciapavo,
sento franchi,
ma rento, pal buso,
metevo, a volte tuto,
altre gnente.
Se scominsiava da pìcoi
a risparmiar
no a sperperar
no’ a butarli daéa porta.
La Cassa de Risparmio, regaéava
la mùsina coéorà,
in bea mostra
sora a credensa,
a far capire i castei
de schej sora schej.

C’era, una volta, / il salvadanaio, / ogni domenica / la paghetta, prendevo, / cento Lire, / ma dentro, nella feritoia, / inserivo, a volte tutto, / altre volte gnente. / Si cominciava da piccoli / a risparmiare / no a sperperare / non a buttarli via dalla porta. / La banca “Cassa di Risparmio”, regalava / il salvadanaio colorato, / messo in bella mostra / sopra la credenza, / per capire come si costruisce pile / di soldi sopra altri soldi.