mercoledì, 7th novembre, 2007
Essare porseo,
che beo!
De rosa vestio,
davanti e dadrio.
Sgrogno, rece, ossi, penin,
tutto se ciuccia.
Martondee col rajseo
negade nel tocio,
a so morte.
Purè e museto, col cren,
da piato poareto,
desso tegnuo in considerassion,
da coghi in potaccio.
Luganeghe in graea
sora un leto de fasjòi in salsa.
Tuto ‘sto bendedio
co’i calcagni dadrio,
gomi sora a toéa,
zo biceroni de crintoni
stemo tuti amiconi.
Il maiale
Essare maiale, / è bello! / Di rosa vestito, / davanti e di dietro. / Muso, orecchie, ossi, piedino, / tutto si rosicchia. / Martondelle rivestite con la rete, / annegate nel suo sugo, / la loro morte. / Purè e cotechino, con il cren, / da piatto contadino (povero) / ora tenuto in considerazione, / da cuochi chef. / Salsicce cotte in graticola / poste sopra un letto di fagioli in salsa. / Tutta questa opulenza / con le gambe sotto, / e gomiti sopra il tavolo (per tenersi su), / e giù bicchieroni di vino clinto / quelli della tavolata restano tutti grandi amici.